L' essere umano mentre attraversa se stesso
Sono un artista autodidatta nato a Lugano, in Svizzera. Esploro il mondo interiore con un linguaggio simbolico, visionario e psicologico. La mia arte nasce quando la mente smette di controllare e fa emergere ciò che è nascosto. Le immagini affiorano istintivamente, ma non sono casuali né separate dalla mia esperienza: da 26 anni lavoro accanto a persone che vivono disagio e fragilità. Interiorizzo le fratture osservate e le rilascio attraverso l’astrazione pittorica. Appaiono simboli, forme, volti e figure frammentate, quasi in sogno. Le accolgo senza controllo. Viviamo in una società omologata, dove tendiamo ad assomigliarci, a trattenere le emozioni, a controllare l'immagine e a ripudiare il disagio. Nella mia ricerca, invece, il disagio non è negativo né da nascondere, ma parte dell’essere umano. Se ascoltato e attraversato, può diventare un passaggio capace di generare la nostra unicità. In ogni essere umano convivono dimensioni opposte: luce e ombra, ordine e caos, fragilità e forza. Il centro della ricerca è l’essere umano mentre attraversa se stesso. L’identità non è fissa: è complessa, molteplice e in continua trasformazione. La frammentazione che ci abita non è per forza un limite: il conflitto può trasformarla in un passaggio evolutivo verso un equilibrio e una rinascita interiore. Il simbolo è un ponte tra visibile e invisibile, un dialogo tra inconscio e parte conscia, tra ciò che conosciamo e ciò che attende riconoscimento. La ferita può diventare uno spazio di trasformazione nel quale ritrovare ciò che definisco “armonia della frattura”.
Dietro ogni fragilità esiste un mondo irripetibile di paure, desideri e possibilità. Da questo incontro con l’essere umano e con la mia arte nasce la definizione di “interprete dell’umanesimo”, attribuitami da un critico e artista internazionale. Cerco di restituire la parte più autentica e profonda della persona. La mia arte non offre risposte definitive, ma apre uno spazio in cui ciascuno possa fermarsi e scoprire qualcosa di sé. Porsi davanti alle opere e lasciarsi trasportare dalle emozioni, per ritrovare dentro di sé nuove domande e significati. Ogni opera è un passaggio, mai un punto d’arrivo: un incontro tra l’anima dell’artista e quella di chi guarda.
Cerco l’armonia nella frattura, la luce dentro l’ombra e il mistero che le unisce.
Lavoro con tecnica mista e pastelli a olio su carta ad alta grammatura, con pennarelli a vernice e strumenti calligrafici. Creo le opere con zone di colore, sovrapposizioni, linee, segni e texture, creando contrasti, profondità e dettagli luminosi. Il mio stile è simbolismo visionario e psicologico: un linguaggio personale e istintivo che congiunge elementi figurativi, onirici ed espressionisti.
Francesco Buloncelli